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Il reato edilizio è permanente e la sua prescrizione decorre dalla concreta desistenza dai lavori


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In breve

Né la domanda in sanatoria né la presenza di parti rustiche sono in sé sintomo della volontà di proseguire l’abuso

Il termine di prescrizione del reato edilizio decorre dall’ultimazione dell’opera abusiva oppure dalla desistenza dai lavori. La presenza di parte a rustico del manufatto non basta ad escludere che si sia realizzato l’abbandono dall’attività abusiva. Così come la presentazione della domanda di sanatoria non è di per sé sintomo della volontà di proseguire i lavori, semmai al contrario dimostra la volontà di regolarizzazione e di estinzione del reato. Ai fini dell’individuazione del dies a quo del termine prescrizionale, la Cassazione ricorda ai giudici, va fatto un accertamento di fatto “globale” della definitiva sospensione (volontaria o imposta con provvedimento autoritativo) o dell’avvenuta ultimazione dell’opera. Quindi, venendo al caso specifico, la domanda di sanatoria come la presenza di parte rustica dell’abuso sono solo sintomi di una situazione di fatto che va accertata sotto tutti i profili e non provano da soli la permanenza del reato.

Così la Corte di cassazione, con la sentenza n. 37843/2021, ha accolto il ricorso dei ricorrenti che affermavano l’avvenuto decorso del termine di prescrizione del reato contestato per aver realizzato una serie di opere edilizie difformi e in assenza di concessione edilizia. Sostenevano come confermava la sentenza di primo grado che le attività fossero ferme da oltre 18 anni quando avevano presentato domanda in sanatoria. Domanda che, come chiarisce la Cassazione, non poteva essere letta dai giudici di appello come sintomo della volontà di proseguire l’abuso, vista anche la presenza di parti non ultimate. Ma ciò che rileva è il concreto stop dei lavori, cioè nel caso specifico la desistenza volontaria e proseguita per l’intero decorso del termine prescrizionale. Il termine del reato permanente è individuabile anche in caso di opere non ultimate che vengano destinate all’utilizzo continuativo con attivazione delle relative utenze.

Source

“https://ntplusdiritto.ilsole24ore.com/art/il-reato-edilizio-e-permanente-e-sua-prescrizione-decorre-concreta-desistenza-lavori-AEOh6Yr”
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