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Smartworking nella p.a. con rete fornita dall’ente


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Nelle p.a. lavoro agile solo con la connessione internet fornita dagli enti. Lo prevedono le linee guida elaborate dalla Funzione pubblica e presentate ieri dal ministro Renato Brunetta ai sindacati. Il documento mira ad accompagnare la fase 2 dello smartworking voluta da Palazzo Vidoni per superare il regime emergenziale imposto dalla pandemia. Vi si prevede espressamente l’obbligo di adottare «appositi strumenti tecnologici idonei a garantire l’assoluta riservatezza dei dati e delle informazioni trattati durante lo svolgimento del lavoro agile». I sempre più frequenti casi di attacchi cyber informatici (con tanto di richieste di riscatto) sembrano avere suggerito maggiore prudenza, per cui diventa obbligatorio fornire il lavoratore di idonea dotazione tecnologica. Per accedere alle applicazioni del proprio ente potrà essere utilizzata esclusivamente la connessione Internet fornita dal datore di lavoro. L’amministrazione, inoltre, dovrà prevedere apposite modalità per consentire la raggiungibilità delle proprie applicazioni da remoto. Se le applicazioni dell’ente sono raggiungibili da remoto, ovvero sono in cloud, il dipendente potrà accedere tranquillamente da casa ai propri principali strumenti di lavoro. Alternativamente si potrà ricorrere all’attivazione di una Vpn (Virtual private network, una rete privata virtuale che garantisce privacy, anonimato e sicurezza) verso l’ente, oppure ad accessi in desktop remoto ai server. In nessun caso potrà essere utilizzato una utenza personale o domestica del dipendente per le ordinarie attività di servizio. Si supera, in questo modo, anche quanto previsto durante la fase 1, quando lo smartworking poteva svolgersi anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente. Il cambio di registro si percepisce anche dalla necessità di stipulare uno specifico accordo individuale con ciascun lavoratore agile per disciplinare l’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali dell’amministrazione. Le linee guida marcano poi la differenza fra lo smartworking puro (che si svolge senza un vincolo di orario nell’ambito delle ore massime di lavoro giornaliere e settimanali) e il c.d. lavoro da remoto (nelle forme del telelavoro, del coworking o del lavoro a distanza), che si limita solo a duplicare le scrivanie. Saranno previste specifiche iniziative formative per il personale che usufruisca di tale modalità di svolgimento della prestazione. Decisivo, da questo punto di vista, sarà puntare sulle best practices già sviluppate dagli enti più evoluti, come quelle presentate nel corso del convegno «Smartworking: Stato dell’arte, tendenze emerse dalla ricerca Poleis e prospettive future» tenuto ieri su iniziativa di Upi e Anci Emilia Romagna.

Matteo Barbero

Il testo del documento su www.italiaoggi.it/documenti-italiaoggi

Source

“https://www.italiaoggi.it/news/smartworking-nella-p-a-con-rete-fornita-dall-ente-2538387”
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